UNIVERSAL DESIGN

Ricordiamo i principi enunciati nell’art. 2 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, (Legge n. 18/2009), che richiama progettisti e decisori ad operare secondo i principi dell’ “Universal Design” e cioè una progettazione che tenga conto già in partenza delle esigenze di una categoria di utenza allargata.
Progettare secondo i principi dell’UNIVERSAL DESIGN significa superare il concetto di una progettazione specifica rivolta alle necessità delle persone disabili, per allargarlo e garantire soluzioni tecniche che offrano una  qualità di vita migliore a tutti i cittadini.
Tali soluzioni devono avere come oggetto dell’attenzione tutti i cittadini i quali, per un naturale succedersi delle diverse età,  vengono a far parte, anche se per periodi temporanei, delle cosiddette “categorie svantaggiate”.
Pensiamo ad esempio a chi ha subito un incidente, oppure chi ha difficoltà di deambulazione, anziani, obesi, donne in stato di gravidanza, persone con passeggini, valige, bambini……..  . Ovvero tutte le persone con disabilità sensoriali: non vedenti, ipovedenti e sordi, oppure con disabilità invisibili come i cardiopatici, diabetici, dializzati o persone con insufficienza respiratoria.
 

UNIVERSAL DESIGN

Ricordiamo i principi enunciati nell’art. 2 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità,
(Legge n. 18/2009), che richiama progettisti e decisori ad operare secondo i principi dell’ “Universal Design” e cioè una progettazione che tenga conto già in partenza delle esigenze di una categoria di utenza allargata.
Progettare secondo i principi dell’UNIVERSAL DESIGN significa superare il concetto di una progettazione specifica rivolta alle necessità delle persone disabili, per allargarlo e garantire soluzioni tecniche che offrano una  qualità di vita migliore a tutti i cittadini.
Tali soluzioni devono avere come oggetto dell’attenzione tutti i cittadini i quali, per un naturale succedersi delle diverse età,  vengono a far parte, anche se per periodi temporanei, delle cosiddette “categorie svantaggiate”.
Pensiamo ad esempio a chi ha subito un incidente, oppure chi ha difficoltà di deambulazione, anziani, obesi, donne in stato di gravidanza, persone con passeggini, valige, bambini……..  . Ovvero tutte le persone con disabilità sensoriali: non vedenti, ipovedenti e sordi, oppure con disabilità invisibili come i cardiopatici, diabetici, dializzati o persone con insufficienza respiratoria.